cristina-cappellini(red.) “Un piacere e un onore presentare un progetto così importante al Museo Bagatti Valsecchi di Milano, luogo di particolare bellezza e suggestione, che ospiterà anche la sede ufficiale del nuovo ‘Centro Studi Longobardi’. Promosso dal Comune e dalla Provincia di Varese, dal Comune e dalla provincia di Brescia, dai Comuni di Gornate Olona e di Caselseprio, il Centro Studi Longobardi ha Regione Lombardia come capofila. Il progetto è strategico per rimettere al centro dell’attenzione la nostra gloriosa storia durante l’epopea longobarda”. Lo ha detto, la mattina di giovedì 27 novembre, Cristina Cappellini, assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia, durante la presentazione del progetto scientifico di ricerca in preparazione di Expo ‘La civiltà del pane. Storia, tecniche e simboli dal Mediterraneo all’Atlantico’, che si è svolto al Museo Bagatti Valsecchi.
CIVILTA’ DEL PANE’ PRIMO EVENTO NUOVO CENTRO STUDI LONGOBARDI. “Il convegno ‘La Civiltà del pane’ – ha spiegato l’assessore -, che si svolger?à a Brescia dal 1 al 6 dicembre, è il primo grande evento del neo costituito ‘Centro Studi Longobardi’. Si tratta di un evento molto importante, visti anche i grandi partner che hanno aderito all’iniziativa, dall’Unesco alla Fao a livello internazionale, fino alle istituzioni nazionali, regionali e locali, oltre a Cast Alimenti, il gruppo Esselunga, la Federazione italiana panificatori, l’Unione regionale panificatori Lombardia e il Sindacato panificatori della Provincia di Brescia”.
VALORIZZIAMO NOSTRO GRANDE SIMBOLO DEL SAPER FARE. “‘La civiltà del pane’ – ha detto ancora l’assessore Cappellini – è un progetto di ricerca interdisciplinare pluriennale (2013-2016) che, prima, durante e dopo Expo, vuole proporre un percorso di studio storico-documentario, di promozione culturale”. “Un progetto – ha concluso l’esponente della Giunta Maroni – ideato dal professor Gabriele Archetti e che Regione Lombardia ha voluto subito sposare, perchè ritiene fondamentale valorizzare un grande simbolo del nostro saper fare, che ci ricollega alla tradizione ma che guarda anche al futuro”.

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