(red.) Sulla scia della notizia pubblicata martedì 29 luglio dal quotidiano BresciaOggi sul barbaro bastonamento di un cane e successiva uccisione vicino al passo Crocedomini nella alture di Breno (Brescia), i carabinieri del Comando Stazione di Breno, hanno subito avviato le indagini. Il reato, sottolineano gli inquirenti, è procedibile d’ufficio.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, cui sono state recapitate le foto scattate da un turista anonimo che ha immortalato la scena, un uomo, un pastore, prima avrebbe preso a bastonate il cane, quindi a calci e pietrate dopo l’arrivo di altri due uomini. Infine, con l’animale agonizzante in terra, il colpo di pietra in testa. Alla scena avrebbe anche assistito un ragazzino.
Le indagini, avviate anche dal Corpo Forestale dello Stato, hanno già portato all’individuazione dei responsabili del massacro del cagnolino meticcio di media taglia. Si tratta di padre e figlio, 80 e 49 anni, che vivono in una frazione sopra Breno. Sembra che l’animale si stato eliminato perchè non ubbidiva ai comandi.
L’episodio si sarebbe verificato il 18 luglio. Il reato al vaglio dei Carabinieri è il 544/bis del Codice Penale, uccisione di animali senza necessità e con crudeltà. Ora rischiano fino a 18 mesi di reclusione.
L’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Brescia sull’uccisione del cane ritratto nelle foto, seviziato davanti agli occhi di un bambino. L’ufficio legale della Protezione Animali ha contestato i reati di maltrattamento e uccisione di animali e di abuso psicologico e violenza assistita su minore.

 

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9 Commenti

  1. Caro Cindola,
    come ha giustamente osservato Oscar, la realtà sembra ormai esistere solo quando ne esiste la notizia: un video una foto o un trafiletto su un giornale o su un sito.
    Accadeva anche nel 1475 a Trento, quando un’intera comunità cittadina si convinse che la colonia ebrea (meno di 20 persone, censite e controllatissime dai poteri locali e successivamente torturate e ammazzate) fece a pezzi il bambino Simonino (poi santificato) per impastare empiamente del suo sangue il proprio pane.
    La chiesa cattolica, ci ha messo 490 anni per riconoscere che era una cazzata; messo sull’avviso da queste esperienze mi astengo dal giudicare a caldo anche l’ammazzamento di un povero cane.
    Andrea Breda

  2. Anch’io ho un cane e a maggior ragione la notizia mi rattrista, però non giudico questa persona peggiore delle migliaia che in questo periodo, come è orrida consuetudine, abbandonano i cani (e animali vari) per strada.

    ►Ormai la notizia c’è solo quando c’è un video, il resto è oblio. Siamo messi davvero male.

    • Mi sembra che le immagini non lascino adito a dubbi. Purtroppo non è una pratica isolata, lo fanno da sempre. Ricordo che qualche anno fa, sempre in Valcamonica, erano stati trovati scheletri di cani legati ad alberi e lasciati lì a morire. Al tempo non erano stati trovati i responsabili del delitto (perchè di delitto si tratta come previsto nel codice penale) ma sicuramente non sono i primi cani uccisi, a volte anche da fucilate dai padroni cacciatori perchè i cani temono il rumore della fucilata. Per fortuna questa volta ci sono foto e i responsabili pagheranno. Spero con tutte le aggravanti del caso.