(red.) A esattamente un secolo dall’inizio della Guerra, è stato inaugurato a Temù, nella provincia di Brescia, il Museo della Guerra Bianca.
Un luogo che, inevitabilmente, raccoglie esperienze, memorie, cimeli di quelle drammatiche pagine di storia. «Una storia che va raccontata ora più che mai, dato che non ci sono più testimoni diretti di quanto successo. È ai nostri giovani che dobbiamo rivolgerci, per ricordare loro il sacrificio di tanti loro coetanei su queste montagne». Questo il commento dell’assessore regionale al territorio Viviana Beccalossi, presente con la collega di giunta Cristina Cappellini (assessore a culture, identità e autonomie), all’inaugurazione del Museo dell’Adamello. La Regione, per altro, ricorda i caduti della Grande Guerra con il sito www.albodorolombardia.it, che contiene nomi e storie di oltre 80.000 ragazzi che hanno perso la vita sulle montagne.
Nel corso della Prima Guerra mondiale il Comune di Temù, nell’alta Valle Camonica, è stato il più importante polo difensivo italiano sul fronte dell’Adamello, durante quella che fu definita la ‘Guerra Bianca’, cioè quella parte della Prima Guerra mondiale che vide scontrarsi le truppe italiane e quelle austriache in una serie di violente battaglie combattute duramente sui territori innevati delle Alpi. «E’ doveroso ricordare quanto accaduto un secolo fa sulle nostre montagne, approfondire la storia e il destino di decine di migliaia di ragazzi caduti per l’Italia, fare in modo che le giovani generazioni non dimentichino. Con l’approvazione del Progetto di legge sulla valorizzazione del patrimonio storico della Prima Guerra mondiale in Lombardia anche il Consiglio regionale ha reso giustizia a un sacrificio che non può e non deve essere cancellato e al quale vogliamo dare tutto il risalto possibile, senza retorica e con grandissimo rispetto», ha concluso Beccalossi.

 

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