(red.) Un’altra storia di abusi nel Bresciano. Fortunatamente, senza risvolti tragici.
Nel pomeriggio di domenica 15 giugno, una donna residente in via Ottorino Villa ha contattato il 113 allarmata dalle minacce ricevute dal suo ex convivente.
Secondo quanto dichiarato alla polizia, l’uomo era diretto a casa della bresciana a bordo di un motorino, con la dichiarata intenzione di farle del male e danneggiare la sua abitazione.
Ricevuta dalla signora la descrizione dell’uomo e dello scooter, gli agenti sono accorsi sul posto e hanno cercato di fermarlo. Il cittadino, però, visti i poliziotti, invece di fermarsi  ha proseguito in direzione di via Volta con l’intenzione di far perdere le proprie tracce.
Ne è derivato così un inseguimento per le vie cittadine in cui l’uomo, B.A., 31enne bresciano, ha messo più volte a repentaglio la propria e altrui incolumità contravvenendo al Codice della Strada.
Ma non è finita qui. Una volta raggiunto e fermato, il 31enne si è mostrato ostile agli agenti, insultandoli con frasi offensive.
Condotto in Questura, il bresciano è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza di circa 20cm. Informato che sarebbe anche stato indagato per le numerose violazioni al Codice della Strada, poi,  B.A. ha iniziato ad inveire contro gli agenti, dapprima solo verbalmente  e poi anche fisicamente, colpendo con calci e pugni il poliziotto che in quel momento gli era di fianco.
A questo punto, per lui sono scattate le manette per violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale.
Il cittadino è stato inoltre indagato per oltraggio a Pubblico Ufficiale e porto ingiustificato di armi o oggetti atti ad offendere.

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7 Commenti

  1. Maschi (non uomini) scatenati.
    Oggi l’arresto di qs energumeno ed il rinvenimento del corpo di una donna uccisa nel lago di GArda.
    Ieri l’arresto dell’assassino di Iara.
    L’altro ieri la strage famigliare dalle parti di Milano.
    E altre storie che non meritano nemmeno piú l’attenzione della cronaca.
    Storie ordinarie.

      • Quello che é ben piantato nella testa di alcuni maschi é che la donna non é una persona e quindi quando non obbedisce agli ordini, la si mette in riga o ci si libera di lei.
        É una vera e propria strage !

        • Mah, qui non c’è la questione donna in quanto tale, ci sono anche ragazzini, agenti…
          La cosa che mi lascia perplesso è che dalle testimonianze (a parte il caso qui descritto) si sente solo dire che erano tutte delle “gran brave persone”…

          • É più rassicurante pensare che il mostro appaia con forme diverse dalle nostre e magari prendercela con quelli che appaiono come diversi da noi.
            Ma se 1 donna su 3 riferisce di aver subito una qualche forma di violenza dai maschi, in un certo senso vuol dire che la violenza fa parte della normalità, si integra senza particolari problemi nella vita cosiddetta normale (in senso statistico).

          • Sappiamo che quelli “diversi da noi” compiono violenze sulle donne a noi sconosciute, ma che per loro sono la normalità quotidiana. Da noi vi sono episodi efferati, e per i più (tra cui ci sono anch’io) incomprensibili, ma che statisticamente sono irrilevanti.

            Che poi ci sia anche chi considera violenza uno sguardo di troppo è pure vero, e questo invece entra significativamente nelle statistiche, che non dimentichiamo, sono sempre eseguite secondo il principio del pollo di Trilussa.

          • Le statistiche in questo caso sono certamente per difetto. Molte donne tacciono e subiscono in silenzio, da millenni …. altro che sguardo di troppo.
            In questo caso la mostruosità é la norma intorno a noi, solo che non si mostra e gode di una omertà e di una tendenza a minimizzare che é vergognosa.