(red.) Parte l’iter del referendum contro il voto agli stranieri residenti a Brescia da 5 anni (anche non continuativi), per l’elettorato attivo e passivo dei consigli di quartiere.
A proporlo, come aveva già annunciato, la Lega Nord. Partito compatto per quella che Paolo Formentini, segretario provinciale, ha definito la principale battaglia del Carroccio a Brescia nei prossimi mesi. Con il referendum consultativo si chiederà ai bresciani se sono favorevoli all’estensione del diritto di voto alle condizioni proposte dalla giunta. La raccolta delle 1000 firme necessarie per presentare la proposta di referendum in Consiglio Comunale, sarà l’8 marzo a Fiumicello e Chiesanuova, al mattino, e nel pomeriggio in corso Zanardelli. Se il Consiglio deciderà di non accettare la proposta di referendum, il Carroccio ritornerà nelle piazze per raccogliere 10.000 firme, necessarie per avviare il referendum anche senza il voto del Consiglio. Dal Carroccio, l’auspicio che non si debba arrivare a quel punto e che la maggioranza, a cui è tanto caro il tema della partecipazione, decida di consultare i bresciani. Prima della raccolta firme, c’è però un ostacolo da superare: la valutazione del Comitato tecnico del Comune, lo stesso che ha bocciato la delibera di proposta popolare sulle coppie di fatto, che dovrà decidere se il quesito referendario è tecnicamente ammissibile.

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1 COMMENTO

  1. …. La principale battaglia della Lega nei prossimi mesi … Intanto che l’ex-capo bresciano in Regione presenta disegni di legge per il porto d’armi diffuso …
    Complimenti davvero.
    I quartieri sono organismi consultivi, senza deleghe né poteri, che dovrebbero aiutare la partecipazione dei cittadini e la trasparenza dell’amministrazione: perché gli stranieri da 5 anni residenti in città non dovrebbero poter partecipare?
    Comunque, facciano la fatica di raccogliere tutte le necessarie firme valide e poi, semmai, saranno i bresciani a dire la loro…