(red.) Bancarelle come funghi. È proprio il caso di dirlo. Alla “Sagra del chiodino” di Dello gli stand con i funghi erano svariate decine, e affollavano il paese dalla Piazza a via Roma.
Per l’occasione, temendo la pioggia dei giorni scorsi, era stato eretto addirittura un enorme tendone. Il cielo però ha retto e sabato 26 e domenica 27 il centro della Bassa bresciana ha potuto tornare ad essere, per la 23esima volta, la capitale nazionale del fungo, almeno per un fine settimana. E, quella del 2013, si è potuta definire un’edizione particolarmente fortunata. La pioggia abbondante degli ultimi mesi ha permesso ai prelibati parassiti della natura di crescere floridi, ma si è astenuta dallo scendere nel momento più opportuno. Così si è potuto avere un’abbondanza di merce esposta e un’altrettanto abbondante quantità di pubblico, accorso da tutta la provincia, e non solo, per assaggiare tali leccornie dei boschi.
Alla manifestazione, oltre agli espositori di funghi, rigorosamente “made in Italy”, erano presenti anche molti altri stand di prodotti gastronomici locali: formaggio, salumi, castagne, miele, ecc. Per arricchire culturalmente il tutto, quest’anno sono state anche adibite piccole mostre di strumenti musicali rustici e quella dei vecchi attrezzi di lavoro con cui si lavoravano i campi.

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4 Commenti

  1. In dialetto chiodino si dice “ciodèl”. Ciudì lo scrivono i giornalisti ignoranti che non hanno mai letto una poesia del Canossi e per i quali il porcino si traduce “pursì” e non legorsèla, mentre il finferlo lo traducono finferlì e non galusì.