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Grillo e il balletto del governo tecnico

Pubblicato il 5 marzo 2013
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(red.) Il Movimento 5 Stelle non ha cambiato idea: non darà la fiducia a un governo espressione dei partiti, Pierluigi Bersani se ne faccia una ragione. La creatura di Beppe Grillo, invece, è pronta ad “andare a vedere” le carte di un esecutivo guidato da un tecnico che Giorgio Napolitano vorrà incaricare. Fresco di elezione a capogruppo del Senato, è “il bresciano” Vito Crimi a spiegare il concetto, prima in diretta streaming davanti all’assemblea dei parlamentari riunita con il comico genovese e Gianroberto Casaleggio all’Hotel Universo di Roma, poi in una conferenza stampa con la sua omologa alla Camera Roberta Lombardi. Entrambi eletti per un incarico che – stabilisce il codice grillino – dura solo tre mesi.
“Vediamolo prima vediamolo”, sono le parole di Crimi, 41 anni, sposato e un figlio, originario di Palermo, assistente giudiziario alla corte d’appello di Brescia, “non sta a noi individuare il governo. Qualunque scelta che sarà fatta da Napolitano la valuteremo perché qualunque governo deve dire con quale programma proporsi e noi lo valuteremo”.
Questo solo lunedì, ma già martedì il comico genovese ha invece fatto marcia indietro. “Il M5S non darà la fiducia a un governo tecnico, né lo ha mai detto. Non esistono governi tecnici in natura, ma solo governi politici sostenuti da maggioranze parlamentari”. Lo ha sottolineato lo stesso  Grillo in una dichiarazione riportata sul suo blog. “Il governo Monti -prosegue il leader di 5 Stelle- è stato il governo più politico del dopoguerra, nessuno prima aveva mai messo in discussione l’articolo 18 a difesa dei lavoratori. Il presidente del Consiglio tecnico è un’enorme foglia di fico per non fare apparire le vere responsabilità di governo da parte di Pdl e pdmenoelle”.
Dopo la dichiarazione di Grillo, sempre sul suo blog, compare la precisazione del capogruppo al Senato, Vito Crimi. “Non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l’unica soluzione che proponiamo è un governo del Movimento 5 stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto. Il nostro programma è chiaro ed è stato annunciato in tutte le piazze e in streaming. Le nostre parole di ieri in conferenza stampa sono state chiare e non lasciano dubbi. Abituatevi a chi dice sì per dire sì, no per dire no, senza interpretazioni”. «”Ci aspettano alcuni giorni di lavoro e preparazione per questo tutti noi parlamentari abbiamo bisogno che ci lasciate lavorare. Garantiamo la coerenza, terremo la barra dritta: la nostra è una rivoluzione culturale pacifica e democratica e non la fermeremo, il nostro unico senso di responsabilità è verso gli elettori che ci hanno dato mandato di attuare questa rivoluzione culturale che è già in atto malgrado -conclude Crimi- le resistenze di coloro che sono attaccati a poltrone e privilegi”.
Vito Crimi, capogruppo in pectore 5 Stelle al Senato, precisa martedì dalla sua pagina Facebook che “non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico». «L’unica soluzione che proponiamo – corregge l’esponente grillino dopo la conferenza stampa di ieri – è un governo del Movimento 5 Stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto”. «”Il nostro programma – ricorda – è chiaro ed è stato annunciato in tutte le piazze e in streaming». Ai giornalisti chiede due giorni di tregua. Ai militanti chiede “un attimo di pazienza”. Per tutti un invito non del tutto nuovo al campo della politica: “Lasciateci lavorare”. Vito Crimi si affida alla sua pagina Facebook, come la sua omologa alla Camera, Roberta Lombardi, per fare il punto della situazione dopo i due tumultuosi giorni di assemblee dei neoeletti del Movimento 5 Stelle. “In attesa di predisporre uno strumento per comunicare ufficialmente utilizzo questo”, spiega il designato capogruppo grillino al Senato riferendosi al social network.”Oggi e domani – avverte – non risponderò a nessun giornalista. Le nostre parole di ieri in conferenza stampa sono state chiare e non lasciano dubbi. Prego tutti – sottolinea – di rispettare la mia volontà ed evitate di chiedermi interviste o presenze radiotelevisive”.
“Da ieri ad oggi non è cambiato nulla”, assicura Crimi che rivolge ai media questo invito: «Abituatevi anche a chi dice sì per dire sì, no per dire no, senza interpretazioni».«Ci aspettano alcuni giorni di lavoro e preparazione per questo tutti noi parlamentari abbiamo bisogno – incalza – che ci lasciate lavorare». Un po’ di tregua anche da parte dei sostenitori.
“Chiedo a tutti gli attivisti, simpatizzanti ed elettori – dice infatti Crimi – di avere un attimo di pazienza, state scrivendo ad un ritmo pauroso e non è facile in questo momento rispondere a tutti. Anche a voi chiediamo solo di pazientare, daremo risposta ad ogni domanda”.
“Vi garantisco la coerenza, terremo la barra dritta: la nostra è una rivoluzione culturale pacifica e democratica e non la fermeremo, il nostro unico senso di responsabilità – puntualizza – è verso gli elettori che ci hanno dato mandato di attuare questa rivoluzione culturale che comunque è già in atto malgrado le resistenze di coloro che sono attaccati a poltrone e privilegi”.

 

 

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36 risposte per “Grillo e il balletto del governo tecnico”

  1. Renata scrive:

    Non capisco proprio le continue accuse (di irresponsabilità, di fare giochini di potere, di incapacità, ecc.) al M5S: ma insomma, spetta a loro garantire la governabilità? Esistono partiti tradizionali consolidati, alleanze elettorali dichiarate, personaggi navigati e responsabili (ognuno poi decida di cosa!?) e di chi è la colpa se non parte il governo (prima ancora che Napolitano avvii le consultazioni e designi l’incaricato a formare il governo)? Il M5S, chiaramente, che è corso da solo, ha sempre dichiarato di voler essere alternativo rispetto ai partiti, che ha dato la sua disponibilità a votare solo le leggi “giuste” e proprio per questo è stato votato. Ora è colpevole dello stallo; ebbene se proprio dobbiamo cercare un colpevole, siamo stati noi elettori a creare le condizioni dello stallo. Se avessimo votato più numerosi il M5S, ora inizierebbe una nuova era.Concludo con un invito: Abbiate più fiducia nei giovani e nel cambiamento

    • ororaro scrive:

      E se mio nonno avesse la ruota ci sarebbe una carriola di più in giro. Da quando la storia si fa con i se, cara Renata?

    • Emigrante scrive:

      A me la nuova era che sogna lei non interessa. Non ci credevo prima, e ora meno di prima. L’era di un fanatico imbonitore, e di un bel gruppo di persone incapaci di prendere decisioni proprie, ma disposte a tutto per il leader.

      • piergi scrive:

        Bene. Ci parli delle alternative che a lei interessano, allora. Dove sono ? Da chi sono rappresentate ? Dove dovrebbero portare noi e il Paese ? Come risolverebbero la crisi economica e sociale più terribile dal dopoguerra ? La sacoltiamo, parli pure.

        • Emigrante scrive:

          Per farle un esempio, credo che l’unica soluzione sia che Grillo inizi a fare politica, e quindi vada a difendere il suo programma collaborando a quello di altri. Che non si schieri su una posizione di comodo, lasciando affondare il paese, appunto, nella crisi più terribile del dopoguerra. O lei crede che ne possiamo uscire stando a rivotare ogni sei mesi?

          • Emigrante scrive:

            Ma chiaramente per lei la colpa sta nel fatto che Bersani non voglia allearsi a Berlusconi, giusto ??

  2. francotogni scrive:

    Non esistono “governi tecnici”.
    Lo abbiamo appena visto col finto e “governo tecnico” di Mario Monti che ha preso solo decisioni politiche!
    Decisioni sciagurate a senso unico contro i lavoratori dipendenti e i pensionati.
    Secondo me il Movimento 5 stelle dovrebbe proporre tre o quattro cose da fare subito (ripristino preferenze, tetto max alle pensioni, ineleggibilità condannati, ecc.)…..vediamo se gli altri le approvano!

    • busili scrive:

      con quale governo?

      • ororaro scrive:

        Rendo onore a Busili che continua a chiedere “con quale governo” e mi rendo conto che nemmeno lui, come me, capisce come non si possa non capire che prima di fare le leggi bisogna che qualcuno voti la fiducia ad un qualche governo. Il “busillis” sta tutto qui e anche le contraddizioni del M5s. Io penso che Grillo e soci abbia ben chiaro questo fatto ma, demagogicamente come loro costume, continuino a dire che approveranno le leggi che concordano con il loro programma. Legittimo, ma la fiducia intendono votarla o no? perchè in caso negativo non ci sarà alcuna legge da votare ma si andrà ad elezioni presto. E allora non so se gli italiani voteranno ancora l’irresponsabile M5s. Secondo me si stanno già pentendo. Al PD, partito cmq di maggioranza, probabilmente toccherà l’onere dell’incarico, ma agli altri, e specialmente al M5s se non altro per rispetto verso coloro che l’hanno votato, tocca l’onere e la responsabilità di dire sì o no

  3. jeanclaude scrive:

    ne avevamo già di sedie con fantasmi ora ci sono pure i grillini ad aumentarne il numero
    povera Italia ma soprattutto POVERI ITALIANI
    Tutti aspettiamo Napolitano sperando che almeno lui… arrivi in fretta

  4. Emigrante scrive:

    Mi sembra che del nostro Paese non interessi nulla a nessuno, tantomeno a Grillo. Ormai è una partita a scacchi, si attende il primo passo falso dell’avversario, e nessuno ha coraggio a muoversi. Grillo, vista l’eterogeneità del suo elettorato, non può schierarsi (sottolineo: non può, non non vuole). Il Pd non può allearsi con il PdL, perchè equivarrebbe a un suicidio politico a ulterior vantaggio di Grillo.
    Quindi, quando Grillo dice che appoggerà un Governo restando all’opposizione, sa che l’unico Governo possibile è proprio quello che potrebbe farlo trionfare alle prossime elezioni, e che nessuno ha il coraggio di fare. Personalmente resto con l’idea che se si tornasse alle elezioni chi perderebbe di più è proprio Grillo, e molti dei suoi neo elettori valuterebbero di rientrare dove sono usciti, per garantire una governabilità all’Italia. Mentre non credo che chi ha votato Pd o Pdl ora, possa in qualche modo incolpare il proprio partito, e decidere di ingrossare le file del MoVimento.

    • Emigrante scrive:

      (tra parentesi: è triste pensare che perderemo sicuramente di più a ripetere le elezioni, che non a restituire i rimborsi elettorali al MoVimento)

    • Ale62 scrive:

      la sua analisi mi piace. per quel che mi riguarda aggiungo che chi partecipa alle elezioni ha il dovere, qualsiasi sia il suo risultato, di far qualcosa di buono per il Paese e questo è quello che Grillo sta dimenticando per mero calcolo politico.

  5. silviabenny1 scrive:

    Oscar ha fatto un’analisi più che corretta,infatti Grillo ha ribadito più volte che voterà a favore di leggi che urgono al paese e sono le stesse che in campagna elettorale tutti ( più o meno) sbandieravano: legge elettorale, diminuzione IMU e IRAP, finanziamenti e privilegi ai partiti ecc…Dopodichè si potrà tornare a votare e, questa volta, forse potremo farlo in base a quanto saranno riusciti a fare di buono!

    • bobat scrive:

      ok ma se non si fa un governo non si può votare un accidente. E non è possibile chiedere a Bersani di fare un governo con il pdl, anche perché in qusto caso nom si farebbero le riforme…

      • antonio santelli scrive:

        Se la dirigenza del PD dicesse: “ancora una volta governeremo con Berlusconi ma sarà il nostro ultimo atto politico, poi ce ne andremo per sempre e favoriremo il totale rinnovamento del partito nel quale militiamo” credo che gli elettori in qualche misura capirebbero e apprezzerebbero.
        Io temo che il “mai con Berlusconi” (che è la vera novità politica dell’ultima ora) e, di conseguenza, la richiesta di collaborazione a Grillo sia una strategia funzionale a restare in sella ancora una volta.
        Forse Berlusconi è più impresentabile ora di un anno fa?

  6. Oscar scrive:

    Vedo che molti prefigurano scenari apocalittici.
    Non capisco proprio perchè.
    La situazione, per carità, non è rosea, ma non più difficile che altre volte in passato, con la speranza questa volta che forse qualcosa, in meglio, potrà cambiare.

    Siamo nel semestre bianco, è vero, quindi questo parlamento ce lo terremo minimo per 8 mesi. Grillo dice che non appoggerà nessun governo. E allora dove stà il problema? Mai sentito parlare di opposizione?

    La questione verte su un altro aspetto, il cerino acceso ce l’ha in mano Bersani il quale oltre ad aver “perso vincendo”, si ritrova (e non vedo alternativa) a dover fare, come ultimo atto politico della sua carriera, un accordo con il nemico di sempre, il quale per un pugno di voti è in minoranza e può quindi permettersi di stare a guardare senza che lo si possa accusare di nulla, almeno in questa fase.

    Certo si farà un governo con un programma limitatissimo che consenta a questo Paese di sopravvivere sino a fine anno, e che contempli una nuova legge elettorale, una drastica riduzione al numero dei parlamentari, un taglio (col podet) ai costi della politica presente e passata buttando alle ortiche il concetto “diritti acquisiti”, e poche altre cose che i cittadini stanno aspettando da tempo e a cui nessun governo e nessuna opposizione potrà sottrarsi.

    Poi si andrà a votare, nella speranza, ma sarà molto probabile, che nelle prossime elezione uscirà quel governo forte che possa fare le riforme delle quali questo Paese ha un bisogno disperato.

    Certo che non vorrei essere nei panni di Napolitano…

    • iskender scrive:

      .
      .
      Una osservazione “ingenua”: ma un governo “provvisorio” che teneva insieme alcuni voti del PD ed alcuni del PDL non lo avevamo già?

      Guardino lorsignori che delle fluttuazioni di poltroncine al Paese reale non è che importi molto: al momento ci importa di non affondare!

      Il problema è che anche i “nuovi” fanno (il loro legittimo) calcolo politico. A questo punto, non vedo la novità…

    • carlos scrive:

      .
      .
      ma un governo tecnico con un programma limitatissimo perché non lo appoggia anche grillo?
      rischierebbe di ingrillarsi lui… quindi preferisce ingrillare tutto il paese.

      nel frattempo tanto i problemi del paese si risolvono da soli ….

    • Oscar scrive:

      La questione è che al Paese serve un governo forte.
      Non ce l’abbiamo. Punto.

      Che se ne faccia uno provvisorio (e lo dovrà essere per forza) a due o a tre poco cambia.

      Se uno (grillo) sta all’opposizione e vota a favore alcuni provvedimenti (quelli precedentemente elencati) non fa differenza nella sostanza, ma non obbliga a predere parte ad un governo.

      Poi se si vuole invece mettere le tre facce su una macchinetta slot e tirare la leva, prego…

      • ombra scrive:

        I tre poli sono troppo incompatibili tra loro, trovo difficilissima una qualsiasi soluzione che non sia un tornare ad elezioni a giugno con un tandem Renzi Monti da una parte, il mov 5 stelle e il PDL. Se nel frattempo riusciranno a fare almeno la nuova legge elettorale sarà un miracolo, il resto sarà chiacchere da elezione naturalmente tutte basate sui punti forti del mov 5 stelle (tagli, riduzioni, ecc ecc). Troveranno un’escamotage per superare l’inghippo del semestre bianco.

        • Oscar scrive:

          Non credo sia costituzionalmente possibile evitare il semestre bianco e relativi tempi tecnici.

          Qui non si tratta di stare assieme per formare un governo, bensì formare un governo di transizione per l’ordinaria amministrazione e per fare le cose essenziali già dette, ovvero per preparare il terreno alle prossime. Non credo ci sia altra scelta. Per il bene del Paese si dovrà sotterrare l’ascia di guerra.
          Sui nomi dei prossimi protagonisti è meglio aspettare. Non mettiamo il carro davanti ai buoi…

        • ororaro scrive:

          Siccome si continua a parlare di semestre bianco, vorrei far presente che vale solo per Napolitano. Ma se a maggio dovessere essere eletto un nuovo Presidente della Repubblica, allora per lui il semestre bianco non ci sarebbe e potrebbe sciogliere tranquillamente e legittimamente le camere

      • busili scrive:

        rimane il fatto che tutto questo non è a costo zero e in buona parte vanifica i sacrifici fatti finora. è questo che sfugge a quelli che pensano sia solo un problema politico.

        • Oscar scrive:

          Ha ragione non sarà a costo zero, ma quello che ci costerà di più saranno i mesi persi per non aver fatto le riforme. Se però sapremo fare quelle cose esenziali che porteranno poi ad avere un governo forte (e speriamo capace) allora saranno risorse spese bene.

          • ombra scrive:

            E invece io lo vedo positivamente questo periodo di transizione perchè non ci fosse stata l’ondata del movimento 5 stelle la vecchia politica ben seduta sulle poltrone col caxxo che avrebbe pensato di tagliare privilegi e costi, vedere cosa NON hanno fatto PD PDL e UDC in un anno e mezzo di governo tecnico in cui potevan cambiare molte cose… ora c’è solo da cambiare la legge elettorale, magari il numero di parlamentari e il Senato e poi andare alle elezioni, a giugno o ottobre.

          • busili scrive:

            le riforme un po’ le abbiamo fatte e un po’ no. quelle che ci son costate di più ora rischiano di risultare inutili. questo perché alcuni continuano a puntare il dito sui costi della politica che sono eccessivi ma non sono il problema vero. i problemi sono l’evasione, il controllo del territorio da parte della mafia e la ridicola capacità d’acquisto dei salari.

      • Oscar scrive:

        Mi fa piacere perchè vedo che tutti noi di quiBrescia siamo sostanzialmente d’accordo sul da farsi. Poichè abitualmente abbiamo su questi temi opinioni non certo concordi, questo sta a significare che esiste la consapevolezza di essere tutti sulla stessa barca, e che è ora di dare al Paerse una rotta decisamente più virtuosa.

  7. Ale62 scrive:

    questi incompetenti affosseranno il Paese in men che non si dica. intanto abbiamo tirato la cinghia per un anno e si riparte peggio di prima. meglio rivotare subitoa questo punto, gi italiani sceglieranno chi è più affidabile.

  8. piergi scrive:

    Proprio oggi però Grillo (SKY Tg 24) ha detto che, a priori, non darà nè appoggio nè fiducia ad un Governo tecnico così come ad un Governo comunque presieduto da Monti (?!). C’è un po’di confusione: quale opzione rimarrebbe a questo punto ? Andare a rivotare evidentemente. Ma quando, se nel semestre bianco il Presidente della Repubblica non può sciogliere le Camere, che si insediano il 15 marzo ? Sono d’accordo sulla rivoluzione culturale, le poltrone e i privilegi da abbattere. Ma adesso serve solo una decisione defintiva che si richiami al Diritto Costituzionale. O mi sbaglio ?

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