(red.) Andranno in aula il prossimo 21 maggio gli “Amici del Pdl”, accusati di violazione delle norme sul finanziamento dei partiti, versando nelle case dell’ associazione riconducibile all’ex vicepresidente di regione Lombardia, Franco Nicoli Cristiani, circa 670mila euro “in nero”. Soldi che sarebbero confluiti tra il 2009 ed il 2011. Tra gli indagati c’ era anche il vicepresidente della Provincia di Brescia, Giuseppe Romele, per il quale, però, i pm che si occupano del caso, Silvia Bonardi e Carla Canaia, hanno chiesto l’archiviazione della posizione.
L’onorevole bresciano, rieletto alla Camera alle elezioni dello scorso febbraio, era accusato di avere riferito false informazioni al pubblico ministero, negando di avere firmato le ricevute per circa 50mila euro emesse a suo favore dagli “Amici del Pdl”.
Sono 32 le persone chiamate in aula, a partire da Nicoli Cristiani, arrestato nel novembre del 2011 per presunte tangenti (e il cui procedimento giudiziario è ancora in corso) per “agevolare” la realizzazione di una discarica di amianto nel Cremonese, è accusato dai magistrati anche di falso ideologico in atto per avere “giurato sul suo onore”, in Corte d’appello a Milano,di aver percepito contributi per 67.500, occultando invece gli altri 600mila confluiti nelle casse dell’associazione pidiellina di cui è stato il fondatore.
Insieme all’ex vicepresidente al Pirellone compariranno davanti ai pm anche la sue ex segretaria, Gabriella Filippini, per avere “distribuiti” i fondi illeciti degli “Amici del Pdl”, versati da una trentina circa di imprenditori che avrebbero così visto agevolare alcune richieste fatte a Nicoli.

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