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“Vicenda ‘Bigio': la miopia di una Giunta”

Pubblicato il 2 marzo 2013
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Nel marasma che ha travolto la nostra politica, e che in questi giorni ha preso il sopravvento anche su giornali ed internet,  mi è capitato di imbattermi in una notizia che sembra passata sotto silenzio: il Comune di Milano ha stanziato per il 2013 fondi che consentiranno di garantire a disoccupati e precari abbonamenti annuali gratuiti ai mezzi pubblici della città. Il sito del comune riporta i dati: un milione di euro per i disoccupati e duecentomila euro per i precari, che si vanno ad aggiungere a cinquecentomila euro destinati ad agevolazioni per le famiglie in difficoltà.
Un esempio di buona politica che ha il doppio merito di sostenere chi è in difficoltà e di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, pratica che è ancora,purtroppo, ben lontana dall’essere un’abitudine nelle nostre città.
Una notizia che ci dimostra che la politica può e deve essere diversa da quella che ci viene descritta ogni giorno, che il cittadino, soprattutto quello più debole, può ritornare ad essere il centro delle attenzioni di chi ci governa.
Stesso periodo, altra città: l’operazione di ricollocamento del “Bigio” (più precisamente “L’Era Fascista”, nome originale dell’opera) in Piazza Vittoria, costerà alle casse del nostro Comune circa 460.000 euro.
Un’ iniziativa di dubbia utilità, peraltro caratterizzata da fastidiosi richiami ideologici, che forse in un periodo di crisi grave come questo si sarebbe potuta evitare.
Inutile dire che, con la stessa cifra, si sarebbero potute attuare manovre a favore di quelle fasce di cittadinanza che più sentono il peso di questi mesi difficili.
Proprio da queste cose, infatti, si misura la qualità di un’amministrazione: dalla capacità di non lasciare nessuno indietro, dall’attenzione agli ultimi – quelli che la politica avrebbe il compito ed il dovere di mettere sempre al primo posto nel suo agire – dalla capacità di saper discriminare, almeno nei momenti di difficoltà, le spese utili dai capricci, le operazioni economicamente “sacrificabili” dalle priorità che vanno invece tutelate a tutti i costi.
Priorità, queste, che hanno nomi precisi: welfare, politiche sociali, assistenza, agevolazioni per le fasce più deboli. Tutte realtà che hanno subito tagli gravissimi negli ultimi anni, e che dovrebbero invece rappresentare le fondamenta di una città ben governata.
Non è populismo, l’iniziativa della Giunta di Milano ce lo dimostra concretamente: si tratta solo di saper scegliere se stare dalla parte della politica dei grandi proclami e delle “facciate” sgargianti oppure da quella della Politica con la P maiuscola, una politica che sa mettere da parte ciò che è più conveniente od elettoralmente vantaggioso per  essere al servizio della città.
Una scelta, questa, che ogni buon amministratore è chiamato a fare, e della quale dovrà rispondere davanti ai cittadini.

Giulia Zambolin – Segretario Giovani Democratici Città di Brescia

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