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“Bersani con il M5S? Rinunci a fare il premier”

Pubblicato il 28 febbraio 2013
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(red.) Alleanza con il Partito Democratico, sì o no? Questo il dilemma che sta scuotendo i “grillini” dopo le Politiche del 24 e 25 febbraio che hanno decretato il trionfo del Movimento 5 Stelle, un successo inaspettato e forse sottovalutato dalle altre forze politiche.
E mentre il leader Beppe Grillo bolla il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani come uno “stalker politico, un morto che parla”, affermando che “non voteremo mai la fiducia al suo governo”, ottenendo una secca replica del numero uno dei democratici: “Quel che Grillo ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in Parlamento. E lì ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”, sul blog di Grillo i commenti contrari alla linea del leader del Movimento 5 stelle sono centinaia e spesso sono i più votati: in molti chiedono al comico-leader di non respingere l’offerta del Pd, anzi, di adottare il cosiddetto ‘Modello Sicilia’ per provare a cambiare le cose dall’interno.
Condivide “pienamente” il pensiero di Paolo Flores D’Arcais il neo senatore bresciano del M5S Vito Crimi, che, su Facebook ha postato il commento del giornalista: “…Certo, se Bersani pensa di poter formare il suo governo, e ottenere un via libera da Beppe Grillo, con “aperture” e altri rituali partitocratici, si illude di grosso. Bersani ha perso le elezioni, e se vuole essere realista davvero, almeno per una volta, deve inventarsi una soluzione di compromesso. Rinunciare a fare il premier, questo è l’abc, e creare il clima per cui lo stesso Grillo manifesti disponibilità o avanzi dei nomi, per un governo tecnico all’incontrario (rispetto all’esperienza Monti): personalità fuori dai partiti, di adamantino spessore etico e professionale, con alcuni punti qualificanti che sono anche nel programma M5S, dal salario di cittadinanza alle grandi misure ecologiche alla banda larga in sostituzione dei ponti sugli stretti… “.
Il neosenatore bresciano della Repubblica ha anche voluto ringraziare tutti i suoi sostenitori, sempre dalla pagine del social network, dopo il risultato elettorale. “Sono state giornate intensissime”, scrive Crimi, “dormito 3 ore a notte, al mattino continuo ad andare in ufficio, ricevuto la media di 80 sms all’ora, 300 messaggi facebook all’ora, una mail al minuto, una telefonata ogni 5 minuti…. non sono riuscito a ringraziare tutti, a rispondere a ciascuno di voi, lo faccio pubblicamente con un grandissimo grazie…”.
In attesa di vedere se l’apertura del Movimento 5 Stelle sarà  ‘programmatica’ ai grillini resta la linea del centrosinistra: “Chiederemo un voto in Parlamento su una piattaforma programmatica di quattro o cinque punti qualificanti”, ha ripetuto Enrico Letta, che fa muro attorno al segretario del Pd sottolineando che sarà lui il candidato premier di un eventuale governo di centrosinistra.
“Proporremo a tutto il parlamento”; ha  aggiunto Letta, “un programma su etica pubblica, riforma dei partiti e della legge elettorale, politiche economiche per i giovani, impegno a far sì che l’Europa non sia più solo quella dei tagli e dell’austerity ma si misuri con provvedimenti volti alla crescita”.
Bersani ha incassato poi la difesa del partito e ha incontrato Nichi Vendola per fare il punto sul nodo alleanze. Guardare al cambiamento espresso dal voto a Cinque Stelle e’ necessario, ribadisce il leader di Sel. “Mi auguro sinceramente che si riuscirà a dare una risposta forte al vento di cambiamento che soffia impetuoso nel Paese. Su questo convincimento ho registrato una condivisione totale con Bersani”, ha detto Vendola. “Non esistono soluzioni che rimandino al passato più cupo. Niente governissimo, spero che non sia questo l’auspicio di Grillo”.
All’ipotesi ‘governissimo’ guarda invece il Pdl, con Berlusconi che si dice pronto ad aderire ad un progetto di larghe intese con il Pd, ma senza Monti. Secondo Fabrizio Cicchitto “è necessario avere un approccio costruttivo, altrimenti il movimento di Grillo non farà che crescere, mettendo la nostra società e la nostra economia in pericolo”.
In serata, ancora Grillo, stavolta alla Bbc: “Non c’era speranza. C’era rabbia senza speranza. E’ la rabbia senza speranza che crea la violenza, ma quella che è accompagnata dalla speranza è una rabbia diversa, una rabbia ottimistica, non negativa”.

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16 risposte per ““Bersani con il M5S? Rinunci a fare il premier””

  1. Emigrante scrive:

    Sta (già) diventando impossibile distinguere tra le opinioni del MoVimento e quelle sempre personalissime di Grillo. Ora che il MoVimento ha in ogni caso ottenuto una grande vittoria, dimostri a tutti che chi – come me – prevedeva una implosione alla prima decisione importante sbagliava di grosso. Io giuro che spero di essermi sbagliato clamorosamente.

  2. rodrigo scrive:

    governo tecnico? sento puzza di fregatura.

    • iskender scrive:

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      Nel generale clima di disastro in cui si trova il Paese, leggo con rammarico che alla prima decisione sul da farsi il moVimento appare (più che legittimamente, sia ben chiaro!) un po’ in disaccordo nel suo interno. Su una questione sostanziale, tra l’altro.

      E vedo anche che il “portavoce” del movimento decide un po’ lui: o il moVimento si è già consultato e gli ha già detto che con Bersani si parla o non si parla?

      E’ un’impressione solo mia o anche qualcun altro la condivide?

      • lesha scrive:

        anch’io ho le tue stesse perplessità. non capisco quale sia la linea, nè se ce ne sia una. ormai sono trascorsi alcuni giorni e il comportamento di Grillo mi sembra una melina finalizzata ad una guerra di nervi tra leader. Non capisco come comunichino i parlamentari (votati e che agiranno in parlamento) e Grillo (che non era candidato e a questo punto cos’è? un portavoce?). Leggo che da twitter Grillo propone un primo ministro 5stelle, potrebbe essere interessante vedere come se la caverebbero. certo fare da cavia non mi garba, ma ormai…

      • Oscar scrive:

        Quello che vedo è che gli “eletti” (quelli che prima chiamavamo Grillini) parlano tutti con frasi preconfezionate. Difficile strappare loro un ragionamento che abbia un capo e una coda.
        Grillo (ed è la cosa che mi preoccupa di più) ha due comportamenti diversi: uno è quando è intervistato direttamente e parla in modo pacato ma molto vago, come se non volesse dare risposte, l’altro è quello via web dove lo vediamo scatenato (Bersani-morto-che-parla ne è solo un esempio).
        Una domanda sorge quindi spontanea: è sempre lui che scrive sui blog? Oppure è qualcun altro? E se è qualcun altro (il che spiegherebbe molte cose) che “gioco” c’è sotto?

      • carlos scrive:

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        nel M5S non c’é una democrazia codificata. c’é un leder non eletto e non criticabile e poi tante persone, brave persone, mi sembra, ma sprovvedute, nel senso più buono del termine.

        ieri ho visto l’intervista di una neo senatrice 5S, ex infermiera in pensione, suo figlio 42 enne disoccupato, invece é stato eletto deputato, a latina.
        innocentemente la mamma ha dichiarato che “fare il senatore non dovrebbe essere difficile, in fondo ho sempre governato bene anche la mia casa”.

        certo che bisogna parlare con i grillini, ma chi le prende le decisioni lí dentro?

        • piergi scrive:

          Leggo molte riflessioni condivisibili che riportano a un problema di fondo. Qualsiasi organizzazione è supportata da idee, uomini, metodi e strutture. Nel M5S le idee, meglio dire alcune importanti linee-guida, ci sono. Il resto è o in embrione, o nemmeno in cantiere o tuttora indecifrabile. Basta leggere quanto dichiarano due bresciani eletti come il numero uno Crimi (Senato) e il giovane Alberti (primo alla Camera) per constatare, al di là di posizioni politiche antitietiche, che al Movimento serve rapidamente una regia strategica, decisionale e tattica. C’è molto da lavorare, ma il tempo passa, mentre Paese ed elettori aspettano risposte rapide.

  3. Ale62 scrive:

    Certo che pensare che se la coalizione che ha avuto più voti in tutta Italia e per questa legge elettorale non riesce a governare, ha perso, non capisco chi ha vinto. la realtà è che se non c’è governabilità, aldilà del risultato dei singoli, hanno perso TUTTi!! imporre il candidato premier come hai tempi di Crazi che con l’11% dettava i diktat, non mi pare un passo avanti. si facciano le leggi che hanno un sentire comune e poi si vedrà. altrimenti qualcuno mi deve spiegare a che posto si mette l’Italia in tutto questo.

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