Una pessima legge elettorale ha prodotto una pessima condizione di instabilità. La società è giustamente libera di manifestare tendenze e opinioni anche molto differenti. Ma tocca poi alla politica far sintesi con gli strumenti di cui dispone, e la legge elettorale è uno di questi: ma questa legge elettorale non è in grado di far sintesi, di produrre maggioranze chiare e stabili. Pertanto sarà necessario che ciascuna forza politica, anche quelle che hanno raccolto consenso attraverso una critica al sistema, assumano un forte senso di responsabilità per trovare le convergenze possibili in vista del bene comune.
Tra le convergenze auspicabili vi è, ovviamente, una nuova legge elettorale, adatta al governo della complessità, ma poi – sul piano sostanziale – l’adozione immediata di misure efficaci nei confronti della grave situazione economica, sociale e occupazionale, in cui versano milioni di lavoratori e di famiglie. In particolare per ciò che concerne il Parlamento, le urne non hanno rinnovato il mandato all’agenda Monti: ora è tempo di un’agenda che abbia in copertina il titolo di “sociale”.
Infine si esprime soddisfazione per l’elezione in Parlamento e in Consiglio Regionale di molte persone competenti che hanno in questi anni mostrato dedizione al bene della comunità, ma altresì di alcune persone provenienti dalla società civile che “fa bene”, nella convinzione che esse sapranno essere portatrici di innovazione, concretezza e moralità.
Le Acli, nei prossimi giorni, consegneranno una valutazione più meditata, nella speranza di offrire un piccolo contributo politico alle forze in campo.

Roberto Rossini, presidente provinciale Acli Brescia

 

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