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Metrobus Brescia, Legambiente: “Salgono costi e tempi”

Pubblicato il 26 febbraio 2013
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(red.)  “Impressionanti”. Così vengono definite da Dario Balotta di Legambiente, le previsioni emerse dalla commissione bilancio del Comune delle spese annuali per il trasporto pubblico urbano.
“I costi di esercizio da sostenere  con l’avvio del metrobus”, riferisce l’esponente dell’associazione ambientalista bresciana, “asseranno da 21 milioni l’anno a 56 milioni/anno comprensivi di 13 milioni di oneri finanziari per mutui da pagare per la realizzazione dell’infrastruttura. Ma tutti questi soldi serviranno d’avvero per far lasciare a casa l’auto ai bresciani ed ai pendolari che verranno in città? Ad un primo esame sembra di no, mentre vanno alle stelle i costi”, è l’analisi di Balotta. “Si paga la scarsa professionalità di manager e politici che hanno trasformato un ambizioso progetto in una costosa operazione d’immagine. La ristrutturazione dei servizi in superficie non è stata fatta, l’integrazione con la rete  extraurbana nemmeno, cioè la possibilità di usare con lo stesso biglietto l’autobus e il metrobus a parità di tariffa. E’ in ritardo la consegna di 6 treni da parte dell’Ansaldo Breda e alcune stazioni non sono pronte”.
“Nel caos di questa corsa contro il tempo”, evidenxia il cigno verde, “emergono competenze frammentate ed una pletora di Società pubbliche costosissime, dove non mancano però ben remunerati consigli di amministrazione,  che alla fine scaricano tutti i loro costi sul bilancio comunale e sui cittadini.  In particolare l’ingresso a sorpresa del Comune con il 51% in Metrobus appare più come un modo più coprire i costi di affitto ai privati di Breda, Astaldi ecc., piuttosto che una scelta strategica”.
“A 5 giorni dall’avvio del servizio, già in ritardo di 2 mesi”, è la chiosa finale di Balotta, “manca ancora l’assicurazione per l’esercizio e il benestare del Ministero dei trasporti, mentre sono sconosciuti gli obiettivi di incremento dei passeggeri da trasportare. Insomma non c’era peggior modo di iniziare  un’opera che aveva bisogno di una seria programmazione e del rispetto dei tempi di attivazione per dare quei risultati pubblici che ancora sono sconosciuti mentre vengono solo a galla gli enormi costi di gestione”.

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