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Statuto comunale, non passano le “quote rosa”

Pubblicato il 19 febbraio 2013
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(red.) Le quote rosa? Per il sindaco di Brescia Adriano Paroli e per la maggioranza in Giunta non devono esserci.
La scelta deve esserci e per competenze e non per sesso, secondo il primo cittadino e la coalizione che lo sostiene in Loggia. Una posizione che ha creato un solco con Laura Castelletti di “Brescia per passione” e Donatella Albini di Sinistra Ecologia e Libertà, che hanno espresso la propria opposizione, non mancando di stigmatizzare l’assenza del gruppo del Pd, che non partecipato alla Commissione per il voto della Statuto comunale.
In aula si è deciso per la rappresentanza di entrambi i sessi, la percentuale di uomini e donne, in nomine e designazioni. Ma è stato l’articolo 40, quello che fissa condizioni di pari opportunità a scatenare le reazioni di Castelletti ed Albini che hanno parlato di “battaglia di civiltà”, invitando le donne democratiche a sostenerla. Ma alla fine è passato il “no” alla proposta di rappresentanza di generi al 50%.
Secondo Paroli, si tratta di “vincoli problematici” e, pur sottolineando che la rappresentanza in Giunta non debba essere appannaggio solo di un genere, tuttavia discorso diverso è prevedere la quota fissa del fifty-fifty. Il discorso, poi, ha aggiunto il numero uno in Loggia, potrebbe anche essere ribaltato, nel caso in cui il sindaco volesse nominare più donne che uomini.
Per Laura Castelletti, però, l’indicazione del 50 e 50 è fondamentale per la completezza dello Statuto. Sulla stessa linea Albini che ha sottolineato come le quote rosa siano uno strumento e non un fine dell’azione politica.
Alla fine del dibattito è passata la proposta di Roberto Toffoli, nella quale viene esplicitato che “è fatta obbligo la presenza di entrambi i sessi”. Il voto passa con il “sì” di due donne, Nini Ferrari del Pdl e Simona Bordonali della Lega Nord.

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27 risposte per “Statuto comunale, non passano le “quote rosa””

  1. piergi scrive:

    Così giusto per ampliare i commenti, l’ansia di verniciare tutto un po’ più di rosa avrà un seguito anche sulla tornata elettorale cittadina con la previsione di una possibile doppia preferenza uomo-donna. Per curiosità, che calcoli faranno, secondo voi, i vecchi marpioni dela politica in circolazione ?

  2. silviabenny1 scrive:

    Essere elette per obbligo e non per merito sarebbe un umiliazione; anche dal numero di commenti fatti da donne su questo forum si evince che le donne sono diverse, hanno interessi diversi e poche amano la politica quindi dovremmo tutti preferire il …. poche ma buone.

  3. demarchi scrive:

    Ho sentito che la mafia si tramanda sopratutto attraverso le donne;
    Qualcuno mi sa dire se è una bufala?

  4. Oscar scrive:

    Tra le possibili iniziative volte a promuovere la presenza femminile nelle varie professioni, quella delle “quote rosa” è certamente la più offensiva.

    E’ una implicita ammissione del fatto che le donne non hanno doti sufficienti per compiere un determinato lavoro, e quindi le si inseriscono obbligatoriamente per legge, indipendentemente dal merito.

    Complimenti alle esponenti del “gentil sesso” che sono favorevoli a questa iniziativa.

    Decenni di evoluzione femminista bene o male portato avanti dalla generazione precedente, buttato alle ortiche!

    Di questo passo mi aspetto il prossimo step delle “quote lilla”, indovinate per chi…

      • ombra scrive:

        Non vi viene il dubbio che sia invece l’implicita ammissione che anni e anni di evoluzione femminile abbiano portato a poco o nulla? Paroli parla di merito, vogliamo prendere ad esempio assessore per assessore ed entrare nel merito? non poteva esserci una donna ad esercitare almeno nello stesso modo quel lavoro?
        Io credo purtroppo che da questo punto di vista siamo ancora MOLTO indietro.

        • demarchi scrive:

          e se invece, in generale ovviamente, sennò mi trucidano, perchè non prendiamo atto che le donne sono diverse dagli uomini?

          • ombra scrive:

            Certo che sono diverse, per fortuna che lo sono… ma si sente di dire che siano anche meno brave degli uomini?

          • iskender scrive:

            .
            .
            Io mi sento di dire che la “bravura” non ha niente a che vedere con il genere biologico di appartenenza.

            In altre parole: ci sono persone brave e competenti (o insulse ed incompetenti) sia nel genere maschile che in quello femminile.

            Mettere le quote è, a mio modo di vedere, un’assurdità.

            Abbiamo più elettrici donne che elettori uomini: personalmente, partirei da questa banale considerazione per farmi qualche domanda…

          • demarchi scrive:

            assolutamente no, ma ho anche tante colleghe che preferirebbero fare le cassiere al supermercato piuttosto che stare in un ufficio con cento grane al giorno.

          • ombra scrive:

            Demarchi, con tutto il respetto credo che la risposta non sia molto attinente…. quote rosa non vuol dire obbligare delle donen a lavorare a certi livelli di responsabilità ma OBBLIGARE gli uomini a lasciare dei posti alle donne capaci che intendono fare quei mestieri anche di responsabilità… le cassiere stiano pure li.

          • iskender scrive:

            .
            .
            Dissento: le “quote” non hanno purtroppo attinenza alcuna con le capacità.

            Per assurdo, potrebbero obbligare uomini competenti a lasciare il posto a donne incompetenti.

            Personalmente credo che l’approccio “numerico” non sia quello più corretto.

          • ombra scrive:

            Guardi che io sono d’accordo con lei, Oscar e Belpi sul concetto delle quote rosa ma lo sarei anche nel merito se vivessimo chessò, nel nord europa… siccome viviamo in un paese dove ancora la donna è considerata poco più di niente a livello professionale con mille pregiudizi (parlo in generale ma basta vedere nelle aziende o in parlamento quante quote rosa ci sono…)allora mi faccio qualche domanda in più.

          • Oscar scrive:

            Ombra, in genere apprezzo molto di più chi si fa le domande piuttosto che chi crede di avere la verità in tasca. Però su questo argomento credo che non ci possano essere molte vedute. Lei stesso si è dato una risposta: “se fossimo nel nord Europa…”. Vede quindi che arriviamo direttamente al cuore del problema.

            Pensa che siamo poi così diversi dai nordeuropei? Forse siamo solo più inclini nel ritenere che ci debba sempre essere qualcuno a toglierci le castagne dal fuoco. Ecco allora che “ci piace” fare leggi, leggine e quant’altro per regolamentare la nostra vita, azione che ci ha portato all’immobilismo, e non c’è più niente che non sia regolamentato da una legge che dice una cosa e un’altra che dice l’esatto contrario.

            Quindi perchè mai sottomenttere lo straordinario contributo che le donne possono dare in tutti i settori ad una legge che privi loro della consapevolezza di esserne degne?

            Certo, concordo con lei che l’evoluzione femminista non si è ancora conclusa, ed allora che facciamo, le tarpiamo le ali proprio con le “quote rosa”?

          • ombra scrive:

            Oscar, guardi, qui non è forse un luogo adatto per la limitatezza del mezzo e del tempo per discutere di un argomento tanto importante… limitiamoci ai fatti che dicono più delle parole:
            Paroli boccia le quote rosa perchè le cose van conquistate per merito. L’unica donna in giunta è la Vilardi (di cui non voglio sindacare la capacità). Ritenete tutti che non ci fossero donne in grado di far meglio di Arcai alla Cultura? o di Labolani ai lavori pubblici tanto per fare due nomi che ne han combinate più di Bertoldo? Allora diciamo una cosa, in Italia c’è un problema di meritobrazia e all’interno di questo le donne sono ancor più discriminate. Che si fa? le quote rosa non van bene? troviamo un altra soluzione ma valida però.

          • Oscar scrive:

            Ombra, nel suo post c’è già la risposta.

            Se vogliamo fare il salto di qualità nella civiltà del lavoro, dobbiamo puntare sulla meritocrazia (il che nulla ha a che vedere con il solo titolo di studio), questa è l’unica “soluzione valida”.

            Come per incanto non esisterà più la questione: quanti maschi – quante femmine…

  5. Summer1973 scrive:

    La discriminazione per sesso va bene se si discrimina per nazionalità no. A sinistra hanno le idee chiare e sopratuttto principi solidi e universali.
    Le quote rosa sono incostituizionali mettiamocelo in testa.

  6. brodo di dado scrive:

    ha ragione il sindaco, meglio poche ma buone. Minetti, Carfagna, ecc. ecc. e poi l’altra, quella intercettata al telefono che diceva all’amica ” ma non sai quanti p…..i ho dovuto fare per poter entrare in parlamento” queste sono le quote rosa che vogliamo, ma non solo per voi! per tutti!

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