Il percorso di rinascita della regione Lombardia, dopo quasi venti anni di formigonismo, non deve vedere dimenticato il fondamentale e delicato tema della mobilità e dei trasporti.
Esistono ancora oggi in regione zone dove la principale forma di spostamento è realizzata su gomma (ad esempio le valli); merci e persone ogni giorno si riversano su di una rete stradale lombarda sempre più congestionata, inondando l’aria di gas nocivi ed inquinanti.
Per ovviare a questi problemi non servono opere come: TEM, Pedemontana e Brebemi. Uno dei punti fondamentali per una “rivoluzione” della rete trasporti deve essere un blocco al consumo di suolo, continuiamo a costruire opere e strutture aggiuntive ignorando quelle già esistenti; serve un piano di riqualificazione e ristrutturazione della rete! Un rafforzamento e miglioramento del trasporto pubblico consentirebbe un maggior utilizzo da parte dei cittadini lombardi, invogliati all’utilizzo dalla possibilità di raggiungere i principali centri urbani e Milano in tempi ragionevoli. La rete ferroviaria deve essere innovata nelle zona montane, consentendo in questo modo un forte incentivo per una ripresa economico-turistica. Serve inoltre un piano di integrazione per l’emissione dei titoli di viaggio, non è ammissibile in un’era fortemente tecnologica come la nostra, doversi munire di più biglietti per attraversare il territorio lombardo.

 

Daniel Spadacini     Coordinatore di Sinistra Ecologia e Libertà Valle Camonica, Candidato al consiglio regionale della Lombardia per SEL con Ambrosoli presidente

 

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