(red.) Se fosse confermato sarebbe davvero agghiacciante: nei capannoni di Green Hill, l’allevamento di cani a Montichiari, nel Bresciano, gli agenti del Corpo Forestale, che hanno effettuato, su ordine della Procura, il sequestro della struttura e degli animali ospitati, hanno rinvenuto un centinaio di carcasse di beagle conservate nelle cella frigorifera.
A tutti i resti degli animali sono stati messi i sigilli e sono stati disposti accertamenti sulla presenza dei cadaveri dei cani nel congelatore.
Tanti gli interrogativi suscitati dal macabro ritrovamento: perché i corpi dei cani sono stati congelati? Perché le carcasse sono state conservate? Qual era lo scopo di tale procedura?
Allo stato delle cose potrebbe aggravarsi la posizione dei tre dirigenti dell’azienda (l’amministratore unico, Ghislaine Rondot, di Lione, il direttore dell’allevamento e il veterinario responsabile) indagati per maltrattamenti.
Potrebbe infatti aggiungersi la contestazione per il reato di “uccisione di animali senza necessità”.
Gli investigatori hanno ascoltato, nei giorni scorsi, i dipendenti della Green Hill, come persone informate dei fatti e hanno anche sequestrato i computer presenti nell’azienda.
Dalle indagini sarebbe anche emerso che diverse centinaia di cani, tra i 2700  presenti nei capannoni di colle San Zeno, fossero sprovvisti del microcheap.

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13 Commenti

  1. Cominciamo a pensare ai poveri 2700 cani presenti. Le vittime vere di questo lager legalizzato sono solo loro. Per gli operai di green hill vedrai caro sab70 che ci penseranno i sindacati, la camuso, l’Associazione Diritti per tutti e il Comitato provinciale contro gli sfratti. L’associazione operai per sempre e i simpatizzanti dei kapo di un tempo non troppo lontano…

  2. se fosse stata green hill a chiudere per problemi economici, o perchè si son rotti le palle… ci sarebbero fuori i picchettaggi per gli operai che si devono fottere… cambiate bandiera come vi conviene, mah!?