(red.) Il mega macello che la Pini Bresaole vorrebbe realizzare a Manerbio (Brescia) è al centro di un infuocato dibattito: da una parte animalisti, ambientalisti e anche, seppur con motivazioni diverse, industriali della carne che si oppongono all’insediamento industriale, dall’altra Assosuini e l’amministrazione comunale che invece vedono come una buona opportunità l’insediamento produttivo che dovrebbe trattare circa 2 milioni di capi l’anno.
Con il nuovo impianto troverebbero lavoro circa mille addetti, una prospettiva che, in tempo di crisi stringente, non lascia indifferenti nella Bassa Bresciana, nonostante le perplessità sull’impatto ambientale che il macello potrebbe portare su tutta la zona.
Un problema, quello legato all’ambiente, che la Pini si trova a fronteggiare in Polonia, a Kutno, cittadina del distretto di Lodz, dove ha sede un altro impianto produttivo dell’azienda alimentare.
Nei giorni scorsi, come riportano diverse testate e siti on line polacchi, le autorità ambientali si sono occupate di una sospetto e presunto inquinamento legato proprio al centro di lavorazione delle carni suine.
In alcuni video pubblicati su  youtube poi, sono stati filmati parte del presunto sversamento operato dall’azienda italiana di scarti di lavorazione della carne in un’area residenziale e, anche, sui campi a Sójkach.
Da un canale di scolo, come mostrano le immagini, ne scaturisce una cascata di liquido bianco e schiumoso misto a sangue animale. La zona, viene spiegato sul quotidiano “Diziennik”, dista pochi metri dallo stabilimento.
La polizia del distretto di Kutno ha detto di avere effettuato un sopralluogo al macello Pini e sono in corso le analisi sui campioni prelevati.
Per l´Ispettorato provinciale di protezione ambientale di Lodzt non vi sono però dubbi: la schiuma maleodorante segnalata dai residenti è sicuramente collegata alla lavorazione della carni.
Un’ ispezione nel macello è stata effettuata dagli ispettori polacchi insieme con i tecnici del Dipartimento della Environmental Protection City Hall Kutno. La Pini Polonia non ha rilasciato dichiarazioni in merito.

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3 Commenti

  1. Per carità, tutte obiezioni legittime e condivisibili, ma nelle aziende ormai ci controllano anche lo spessore degli zerbini e qui mi dite che nessuno vigilerebbe?

    Lo dico perchè è meglio pensarci su bene prima di buttare 1000 stipendi…
    Di questi tempi poi.

  2. Non è secondario ricordare che la zona è storicamente la più interessata di tutta la provincia al problema dei cosiddetti reflui zootecnici. Un insediamento, quello ipotizzato, che indubbiamente aggiungerebbe allarme all’allarme ambientale già esistente.

  3. Come volevasi dimostrare. Meglio fuggire nel “primo mondo”, a Brescia, dove ogni forma di inquinamento è tacitamente permessa. Venite pure, vi accoglieremo a braccia aperte. Qui potete scaricare tutto quello che volete e dove volete, tanto peggio di così…