Egregio Direttore, essere diretti nell’esporre le proprie idee o riflessioni è una caratteristica da molti apprezzata che sicuramente evita fraintendimenti. Questo modo d’agire è auspicabile soprattutto da chi ha responsabilità di qualsiasi genere esse siano, ma in particolar modo da chi occupa ruoli istituzionali e a maggior ragione di governo.
Questa premessa mi serve per illustrare come, quella che ho definito essere una caratteristica apprezzata da molti, possa diventare negativa, controproducente e da far venire l’orticaria, se è manifestata scorrettamente. Mi spiego. La Circoscrizione Est nel consiglio del 20 settembre u.s. deliberò all’unanimità, di organizzare un incontro (da svolgersi il 28/09/11) con tutte le associazioni, parrocchie enti ecc. operanti sul territorio. Il motivo di tale incontro (previsto peraltro dall’art. 17 comma 3° del regolamento per l’organizzazione e il funzionamento dei Consigli Circoscrizionali) era quello di creare un momento di “osservazione” delle realtà dei quartieri per individuare i problemi dei cittadini, oltre a creare un’occasione perché le stesse associazioni potessero mettere in rete i propri programmi, conoscenze ed esperienze anche per individuare momenti di collaborazione tra le associazioni, e tra le stesse e la Circoscrizione (questo in sintesi recitava la delibera).
Ma allora qual è il problema? Il problema sta nel metodo e nello stile utilizzato dalla Circoscrizione nell’invitare le associazioni. Infatti, è stata recapitata una lettera invito dai toni, direi ricattatori e da ultimatum, cha nulla ha che fare con il buon gusto, con il rispetto per i propri interlocutori. Per essere chiari riporto la frase che tanto ha indignato le associazioni (alcuni rappresentanti dopo avere espresso il loro dissenso se ne sono andati!): “Data l’importanza della riunione, l’assenza dei convocati è da interpretare come scarsa volontà a dialogare per migliorare e rendere più vivibili i quartieri circoscrizionali, pertanto una futura richiesta di contributi o collaborazioni da parte degli assenti non potrà essere accettata dalla Circoscrizione.”
Questo modo di porsi non è accettabile; un ente qual è quello decentrato dovrebbe favorire la partecipazione e il coinvolgimento e non creare tensioni e malcontenti. Dovrebbe ascoltare tutti e accettare tutti. Certo è giusto dotarsi di un minimo di organizzazione ma gli ultimatum sono modalità utilizzate in ben altri contesti. Il Presidente, non deve salire su un piedistallo e da questo, con supponenza e oserei dire disprezzo, dispensare regalie (contributi) solo a chi è nell’”elenco”. Il fatto di accordare o no una collaborazione o un contributo non deve dipendere solamente dal fatto che c’è stato un accreditamento, ma soprattutto valutando con sempre maggiore attenzione ciò che i vari gruppi e associazioni propongono in termini di bontà del progetto, fruibilità da parte dei cittadini ma soprattutto sostenendo queste richieste, perché siano momenti di utile e proficua partecipazione e crescita democratica. Un po’ di rispetto per chi da anni offre gratuitamente e senza alcun interesse di parte, servizi ai cittadini in maniera silenziosa e puntuale!
Come Partito Democratico, ci dissociamo nettamente dallo stile rozzo e irrispettoso utilizzato dal Presidente della Circoscrizione Est e nel frattempo vogliamo far giungere la nostra solidarietà a tutte le associazioni e gruppi che hanno subito tale trattamento. L’associazionismo e il volontariato di Brescia non erano abituati a questi metodi; è stato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, un brusco risveglio. Speriamo che le esperienze negative servano per il futuro.

Sergio Bovoloni – Capogruppo Pd Circoscrizione Est

Comments

comments