asllogo.jpgIl call center trasloca a Paternò. Sindaci mobilitati contro lo spostamento.


(red.) Il centro unico di prenotazione dell’Asl di Valcamonica si trasferisce in Sicilia. Sì, avete letto bene, Sicilia e non Piemonte o Veneto, ma a migliaia di chilometri di distanza dalle sedi delle aziende sanitarie lombarde.
La decisione, contro cui i sindaci si sono mobilitati, prevede lo spostamento del call center dell’Asl a Paternò, in provincia di Catania. Il servizio, che provvede alle prenotazioni delle visite negli ospedali di Esine, Edolo e nell’Asl di Breno, è stato esternalizzato, ovvero affidato ad una cooperativa esterna all’azienda che dà lavoro a persone svantaggiate già da alcuni anni, ma ora, per decisione della Regione Lombardia che è rivolta ad erogare il servizio tramite un interlocutore unico, il cup valligiano è destinato a migrare nel profondo sud. Questo significa anche che la cooperativa che attualmente gestisce il servizio, la Csc, è costretta a licenziare i propri addetti.
La notizia è stata resa nota nel corso dell’ ultimo incontro della Comunità montana dal sindaco di Esine, Florino Fenini e diversi primi cittadini, capeggiati da Guido Scolari, hanno lanciato una sottoscrizione da portare in Regione per scongiurare tale trasferimento.
In gioco c’è, secondo i sindaci coinvolti nell’appello, il rapporto qualità prezzo, e soprattutto la vicinanza all’utenza che, spesso, oltre ad effettuare le prenotazioni, chiede anche informazioni aggiuntive non facilmente soddisfabili da chi risiede a migliaia di chilometri di distanza.
Inoltre, viene sottolineato, il costo di ogni singola chiamata gestita in Valcamonica è pari ad un euro e mezzo, mentre con il nuovo call center siciliano il prezzo sale a due euro a cui si devono aggiungere le spese del canone per le tecnologie.

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