No compatto dei commercianti e della politica all'insediamento in programma nella bassa valle a Costa Volpino.


di Francesco Gheza
L'assemblea dei commercianti di Costa Volpino ha detto un secco e deciso "no" all'ipotesi della costruzione di un mega centro commerciale in località Martina, una zona agricola di cerniera tra i comuni di Costa Volpino, Pisogne, Piancamuno e Rogno, a cavallo tra l'alto Sebino e la bassa Valcamonica.
La riunione, svoltasi la sera di giovedì 9 ottobre nella sala del cinema Iride del paese bergamasco al confine con la provincia di Brescia, segue a un anno di distanza quella molto combattuta del 20 settembre 2007 (leggi qui) nella quale vennero presentati i dati fortemente contrastanti di due ricerche di mercato: quella della multinazionale italo-francese interessata (gruppo Auchan-Carrefour) e quella della società di ricerche Policleto di Brescia, commissionata dall'Associazione commercianti di Bergamo e Costa Volpino.
Il "no" deciso e unitario questa volta, a differenza di quanto avvenuto un anno fa, registra anche una forte presa di posizione della politica bergamasca e lombarda: il Pdl, con le due componenti di An e Fi, l'Udc, la Lega Nord e tutte le opposizioni di sinistra ed i gruppi civici sia locali che provinciali, si sono dichiarati decisamente contrari alla realizzazione.
Tessitore di questo successo politico è stato Antonio Martinelli, presidente dell'associazione commercianti di Costa Volpino e capogruppo di Forza italia nel consiglio provinciale di Bergamo. Martinelli ha presentato una relazione sulla contestata costruzione del grande centro commerciale sponsorizzato da circa un anno dall'attuale amministrazione comunale, il cui sindaco Laura Cavalieri Manasse (presente all'assemblea) si sarebbe rifiutato di ricevere e ascoltare l'associazione locale di commercianti, fortemente sostenuta dall'Ascom Bergamo, che conta circa 90 iscritti.
La ricerca della società Policleto, ha sottolineato Martinelli, ha messo a nudo le criticità del grande progetto denominato "Costa Center": impatto ambientale, rispetto urbanistico, viabilità nel caos, distruzione del tessuto rurale e del patrimonio naturalistico delle sponde del parco dell'Oglio, perdita di almeno 1.500 posti di lavoro attualmente certi a fronte di un possibile inserimento di 800 unità operative, non meglio precisate, nei vari comparti del nuovo mega centro.
La serata, come si è detto, ha registrato la forte presa di posizione della politica locale, provinciale ma anche regionale: la Lega Nord, che è in maggioranza nel consiglio comunale di Costa Volpino, aveva manifestato tutta la sua contrarietà già un anno fa e lo ha ribadito. Forza Italia, spaccata all'interno del comune (due consiglieri su quattro sono in minoranza) ha dichiarato opposizione a tutto il progetto, a livello sia locale che provinciale.
Ma è stata An a sparigliare le carte dall'inizio dell'assemblea con il presidente provinciale del partito Pietro Macconi, consigliere anche al Pirellone, che si è detto pentito di aver sostenuto l'attuale amministrazione in campagna elettorale. Come mossa coerente, ha dichiarato che da oggi, venerdì, l'assessore al bilancio indicato da An darà le dimissioni invitando i due consiglieri a fare altrettanto.
Il colpo di grazia lo ha dato però il presidente della IV commissione regionale sulle Attività produttive, Carlo Saffiotti, relatore sul piano triennale del commercio: il centro commerciale non si può fare, secondo questo piano e quindi secondo le regole della Regione Lombardia, in quanto ubicato in zona lacustre e montana. La riunione è terminata quindi con un non luogo a procedere.
A ore si attende una crisi politica che potrebbe portare il comune di Costa Volpino al commissariamento pre-elettorale.

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