La replica dei commercianti all'iniziativa di Vivicentro contro la raccolta firme.


(red.) Le associazioni di comercianti che hanno sostenuto la raccolta firme contro le Ztl non sembrano essere preoccupate dell'esposto di Vivicentro che ne contesta l'attendibilità (leggi l'articolo). Come spiega il vice-presidente di Ascom, Carlo Massoletti, "la nostra iniziativa voleva essere soltanto un apporto di natura sondaggistica per dare maggior peso alla richiesta di convocazione di un consiglio comunale specifico per le Zone a traffico limitato. Volevamo dimostrare che la gente appoggia le nostre idee. Noi volevamo solo avere un quadro dell'opinione dei cittadini. Non era necessario controllare la carta d'identità dei firmatari perchè non si trattava di una raccolta di firme per un referendum".
Quindi, effettivamente, qualcuno potrebbe avere firmato più volte il documento, "vorrà dire che il numero di firme sarà inferiore di qualche decina, ma non cambia nulla ai fini delle argomentazioni che ci eravamo proposti".
Dello stesso parere anche il direttore di Cna Tobia Rizzini che, anzi, rincara la dose e accusa gli associati di Vivicentro di voler burocratizzare il meccanismo della raccolta di firme per rendergli la vita difficile: "Devono prendere atto che ci sono 16mila firme e che la legge ci consente di fare questo".
Secondo Vivicentro molti commercianti avrebbero anche "imbrogliato" i propri clienti facendo firmare loro la petizione senza avvisarli di che cosa esattamente si trattasse, lasciando insomma intendere genericamente che fosse una petizione "dei residenti o ad ogni modo a favore dei residenti".
"Non credo sia avvenuto questo – replica Alessandro Brivio di Confartigianato -, perchè addirittura molti commercianti, anche se della nostra stessa idea, non hanno voluto esporsi con i clienti chiedendo di firmare una qualsiasi petizione. Penso, invece, che Vivicentro stia strumentalizzando la questione
".

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