Vivicentro: "Abbiamo le prove di una serie di irregolarità dei commercianti".


(red.) L'associazione Vivicentro, che raggruppa circa 250 famiglie residenti nel cuore della città di Brescia, ha depositato un esposto presso la Procura di Brescia contro le oltre 16 mila firme raccolte da alcuni commercianti e artigiani del centro storico con il sostegno delle cinque associazioni di categoria (Confersercenti, Ascom, Confartigianato, Associazione Artigiani e Cna) contro le Zone a traffico limitato (Ztl). Tra i 16.016 firmatari, 5.274 sono residenti fuori città.
Il gruppo di cittadini ha, infatti, denunciato una serie di "scorrettezze" durante la raccolta di adesioni. "Alcuni cittadini interessati al pieno recupero della vivibilità", spiega un comunicato stampa, "sono passati da noi per segnalare che avevano firmato la nostra petizione. Chiarito che nostra non era, se ne andavano indignati e arrabbiati in quanto si sentivano truffati nella loro buona fede avendo, il commerciante, lasciato intendere che quella era una petizione dei residenti e/o a favore dei residenti".
Ma per Vivicentro sono state commesse anche altre irregolarità: "La raccolta firme era aperta a tutti, anche a chi non aveva alcun titolo come i frutori occasionali del centro. Ma anche i controlli sulla autenticità del firmatario lasciano a desiderare. Nessuno verificava che i sottoscrittori fossero maggiorenni e che non avessero già firmato la proposta".
"Con il presente esposto", conclude la nota, "che sentiamo il dovere di presentare anche a nome di tutti quei cittadini corretti che, disposti anche al confronto, avrebbero gradito che esso – già impari in partenza – fosse stato almeno serio e corretto, intendiamo portare all’attenzione dell’illustrissimo Procuratore lo svolgimento di alcune attività (tra le quali, in primis, quelle già da noi individuate e documentate) per le quali l’Autorità potrebbe ravvisare fatti di reato, oltre a segnalare l’opportunità di procedere al sequestro e verifica dei formulari utilizzati per l’esposta raccolta firme dei commercianti ed artigiani riuniti e da essi consegnati in comune in data 26 giugno 2007 assieme ad un documento con il quale chiedono la convocazione di un consiglio comunale".

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