Labolani: "L'immobile non sia dedicato solo a proiezioni d'élite".


(red.) Non solo un cinema per pochi, ma anche un luogo di aggregazione sociale dedicato a tutto il quartiere, in cui siano coinvolte parrocchie, associazioni e scuole. La IX Circoscrizione di Brescia ha proposto al comune una bozza di regolamento per il nuovo Cinema Eden di via Calini, che sarà a settembre nuovamente a disposizione della città dopo una massiccia ristrutturazione.
"Crediamo fortemente che sia necessario istituire un comitato di gestione", spiegano Mario Labolani, presidente della IX e Flavio Bonardi, vice-presidente, "che sia organo di controllo della struttura, formato da membri nominati dal comune (tre), dalla Circoscrizione (due) e da chi gestirà direttamente l'Eden (due). Per noi", continuano Labolani e Bonardi, "è fondamentale salvaguardare un bene importante, in quanto nel territorio della Circoscrizione non esistono strutture così significative agibili e soprattutto pubbliche, a parte il teatro Grande e il Sociale, che però hanno dei costi insostenibili".
"La cosa che poi ci lascia più sbigottiti", continuano i vertici della IX, "è che dopo cinque anni di lavoro e un costo di circa 3,5 milioni di euro, si voglia ridurre l'uso dello spazio ad un mero cinema d'élite e non si voglia, invece, investire seriamente sul territorio con l’obiettivo di rivalutare la zona del Carmine e di offrire alle realtà un luogo d'incontro e di scambio culturale. Auspichiamo una riunione con Brescia Musei, che gestirà l'immobile, e con tutte le realtà del territorio circoscrizionale, con l’obiettivo di iniziare seriamente a discutere del futuro del Nuovo Eden".

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