Giovedì l'udienza. Fuori dall'aula un presidio contro la violenza sulle donne.


(red.) Giovedì 28 giugno, a Brescia, inizia il processo nei confronti dei carnefici di Hina Saleem, la ragazza 20enne di origine pachistana uccisa lo scorso 11 agosto da un gruppo di familiari perchè ritenuta poco rispettosa del Corano e delle tradizioni del suo paese. Sul banco degli imputati il padre, lo zio e due cognati; tutti accusati di omicidio aggravato dalla premeditazione e di occultamento di cadavere. Secondo il pm Paolo Guidi, i quattro uomini avrebbero sgozzato la ragazza e l'avrebbero poi sotterrata nel giardino della casa a Sarezzo.
Accanto al processo, però, giovedì mattina alle 8,30 davanti al Tribunale della nostra città in via Moretto, circa 400 donne riunite nell'associazione Acmid-Donna, chiederanno di costituirsi parte civile per ricordare il sacrificio della giovane, perché il suo sogno di libertà non venga dimenticato. La manifestazione è aperta a tutti i cittadini, musulmani e non, per dire basta a violenze e soprusi nei confronti delle donne.
L'iniziativa ha avuto adesioni bi-partisan dal mondo della politica. Certa la presenza dell'onorevole Daniela Santanchè. Da Brescia, invece, al presidio parteciperanno gli assessori Carla Bisleri e Fabio Capra, la presidente del consigliio comunale Laura Castelletti, la presidente del consiglio provinciale Paola Vilardi, oltre alle associazioni Apasci, Casa delle Donne, Zeleste, coordinamento donne Acli, Donne pensionate Cgil, Cisl e Uil, Donne Ds, Giovani Donne Sg, Moica, Movimento per la scelta e l'associazione italo-egiziana di Milano.

Comments

comments