I Ds spingono per trovare il successore di Corsini in Loggia con le primarie.

(red.) Se il congresso provinciale dei Ds a Brescia ha sancito una divisione interna meno marcata che a livello nazionale (leggi l'articolo), è ancora tutta da definire la strategia per le prossime amministrative del 2008, che vedranno un cambio della guardia a Palazzo Loggia e che il centro-sinistra teme di perdere per l'addio dell'attuale primo cittadino Paolo Corsini e l'assenza di figure carismatiche in grado di coagulare i consensi dei bresciani.
Su una cosa, però, i Ds si sono mostrati compatti: il vecchio patto tra alleati che prevedeva per la poltrona di primo cittadino un candidato espresso dalla Margherita è da rivedere alla luce della nascita del Partito Democratico. Di fatto si tratta della riapertura dei giochi, con la messa in discussione dei vecchi equilibri.
Il primo strappo è arrivato, deciso, da Arturo Squassina, leader della mozione Mussi e consigliere regionale. Dalla sua relazione sul palco è uscito un netto parere contrario all’ipotesi di candidatura dell’attuale vice sindaco, Luigi Morgano, esponente della Margherita. Per Squassina, inoltre, “la precondizione per un allargamento dell'alleanza verso il centro, è il fatto che in campo ci sia l'Unione, dunque anche Rifondazione comunista”.
Di elezioni a Palazzo Loggia ha parlato al congresso anche il segretario cittadino del partito, Ganbattista Ferrari. Per lui serve “un nuovo patto per la città, non solo perché Corsini non è tecnicamente rieleggibile, ma anche perchè bisogna dialogare da subito con la città per costruire un nuovo progetto di Brescia”.
Niente nomi, ovviamente, ma in risposta alla posizione decisa di Squassina su Morgano, Ferrari ha rilanciato affermando che il partito non rinuncerà a valutare nuove soluzioni, che magari siano il frutto della parte migliore della società bresciana”.
Insomma, se fino ad ora l’unico nome fatto nel centro-sinistra è stato quello di Morgano, le cose stanno cambiando. Il primo a mettere in discussione la figura dell'attuale vice sindaco della Margherita come candidato unico della coalizione era stato il segretario provinciale uscente dei Ds, Claudio Bragaglio, che aveva in più di un'occasione mostrato un'esplicita perplessità. Attacchi, quelli di Bragaglio, che non pochi anche nel suo partito avevano giudicato inopportuni, perché avevano avuto come primo risultato quello di far compattare tutta la Margherita attorno al nome di Morgano. Mettendo a tacere le molte voci che, dietro le quinte, mugugnavano dissenso sull'opportunità di far scendere in pista il direttore dell'Università Cattolica per la poltrona di primo cittadino.
Ma nel 2008, data del voto, la Margherita e i Ds non ci saranno più e nel nuovo Partito democratico tutte le posizioni e le alleanze verranno ridisegnate. In questi mesi, evidentemente, la posizione di Bragaglio ha fatto proseliti all'interno dei Ds, tant'è vero che anche il suo successore, Beppe Franzoni, nella prima intervista concessa oggi al quotidiano locale ilBrescia ha gettato un'altra secchiata di acqua gelida sulle ambizioni di Morgano: "
Il Partito democratico vuole coinvolgere persone che fino a ieri erano al di fuori di Ds e Margherita. E non è da escludere che si possa seguire questo percorso anche per la Loggia. In qualsiasi caso credo che per scegliere il candidato ricorreremo alle primarie". Più chiaro di così…

Comments

comments