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"Ora il centro storico pretende fatti" |
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martedì 29 aprile 2008 |
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(red.) Il centro commerciale Freccia Rossa è sempre più nel mirino.
Gli automobilisti, costretti a code e gimkane nel caos di veicoli che intasano la zona Sud della città, lo additano tra i responsabili dei problemi che affliggono il traffico in questo periodo.
I negozianti storici bresciani, naturalmente, lo vedono come il fumo negli occhi. Soprattutto dopo aver letto del boom di curiosi del primo fine settimana di apertura (si calcolano circa 225 mila presenze in quattro giorni) e averlo confrontato con i propri negozi semivuoti.
I nuovi amministratori del centrodestra lo snobbano considerandolo un clamoroso errore dei loro predecessori del centrosinistra. Uno dei (molti) motivi che hanno avvantaggiato l’opposizione nella corsa a Palazzo Loggia.
E' vero che il bilancio andrà fatto dopo l’estate, passato il periodo di assestamento. Ma per ora restano tutti i dubbi sull’opportunità di autorizzare la costruzione di un megastore con 120 negozi, ristoranti, bar, palestre e cinema a ridosso del centro storico di Brescia. E a far cambiare l'umore della città, finora non sono bastati i soldi spesi in pubblicità dal Freccia Rossa, con il conseguente atteggiamento di estrema disponibilià di giornali e tivù locali.
I commercianti cittadini non mollano e presentano subito all'incasso la cambiale sottoscritta dal centrodestra con gli impegni presi prima del voto davanti ai suoi elettori: "E' ora di passare dalle parole ai fatti, perché i problemi urgono", dicono alla Confesercenti. Chiedono perciò alla nuova giunta Paroli, peraltro non ancora insediata, interventi precisi. Il motivo? Semplice: "Il centro storico è posto di fronte a una sfida inedita: competere con una struttura commerciale come il Freccia Rossa, realtà a ridosso del centro, agevolata dagli errori delle passate amministrazioni".
Insomma, in ballo c'è la sopravvivenza dei 1.200 negozianti e 500 artigiani della vecchia Brescia, che si sentono minacciati. Poiché pensano che oggi i clienti arrivino solo dove possono muoversi in macchina, chiedono prima di tutto al sindaco che le Zone a traffico limitato (Ztl) vengano contenute entro precise fasce orarie (Paroli ha già detto che le manterrà in funzione solo dalle 10 alle 16). Auspicano inoltre l’abolizione del vigile elettronico, cioè delle telecamere che filmano le infrazioni, e vogliono un nuovo piano dei parcheggi in centro.
Ma soprattutto pretendono interventi e investimenti per il marketing urbano. Questo significa migliorare l'arredo, tenere le strade più pulite e garantire la sicurezza di chi vi passeggia. E anche organizzare eventi e altre iniziative che attirino gente, magari creando in municipio la funzione del town centre manager, un dirigente che si occupi specificatamente di quella zona strategica della città nelle sue varie problematiche.
Secondo la Confesercenti "per far vivere una città deve vivere il commercio, e il nostro centro ha ancora tantissime risorse da dare a Brescia e alla sua immagine".
Insomma, i negozianti tradizionali non temono la concorrenza, ma reclamano almeno una sorta di par condicio: "Bisogna mettere i negozi del centro nella condizione di competere con il Freccia Rossa con le stesse armi: pulizia, ordine, sicurezza. Poi starà alle offerte migliori attirare i clienti". A questo proposito Confesercenti non ha apprezzato il fatto che la pubblicità del Freccia Rossa si sia impossessata dell’immagine della principale piazza cittadina, facendola propria come a voler dire che il vero centro, da oggi in poi, è tra i suoi negozi.
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